Novella sopra le righe.
08 Giugno 2026
UNA COPPIA
UNA VACANZA
UN SEGRETO
Ciao! Oggi una piccola anticipazione di una novella da leggere gratis che terrà compagnia per qualche puntata chi mi segue con sincerità e apprezza la mia maniera particolare di raccontare il mondo !
Quella mattina luminosa il cielo radioso abbracciava il mondo con intensità rara, il sole sgranchiva i suoi raggi e dispensava le sue miti carezze. Una affiatata e avvenente coppia era pronta per partire armata di speranzosa eccitazione; una nuova e insolita meta l’attendeva ricca di mondanità, amicizie giocose, e natura… “commerciale”. Ma c’era un segreto che aleggiava e si frapponeva fra la coppia e l’agognata vacanza.
Vanity e Hot si amavano, o pensavano di amarsi, come tante coppie. Lei era una donna dalla bellezza sfiziosa e divertente, Hot un aitante uomo col ciuffo sempre controvento. Vanity teneva i suoi boccoli color autunno un poco spettinati ad arte, quel vezzo esprimeva la sua sensualità. Era una donna dolce e infantile ogni tanto insicura. Hot snello, alto, biondo, spensierato e solido. Si completavano perfettamente. Sorridevano sempre, la loro bellezza risiedava soprattutto in quel modo di sorridere ingenuo e sincero.
Era la loro prima vacanza insieme. Vanity era eccitata e preoccupata. La prima vacanza può saldare un’unione ma può scoperchiare le magagne…
Ciò che la tormentava davvero era un segreto. Prima di partire non aveva avuto il tempo di trovare il modo di farlo sparire.
Era successo tutto in fretta: la conoscenza di Hot, l’inatteso fidanzamento, e la prima vacanza.
Un giorno lui la chiamò per annunciarle: “Domani si parte!”
“Hot! Sei dolcissimo… grazie.”
“Ho pensato a tutto io! Hai solo bisogno di un documento e un costume da bagno… ” disse Hot.
Vanity saltellò dall’eccitazione, aprì le labbra per dire qualcosa di tenero ma si gelò, fissò l’orizzonte che vedeva dalla vetrata del suo lezioso salotto bianco, sgranò gli occhi e affiorò nella sua mente, come una boa che galleggia sul mare, il suo segreto…
“EHI vanity, mi senti? Ho detto che…”
“Oh sì, certo… sono senza parole. Che uomo di altri tempi! Non saprei descriverla mia emozione.” Disse Vanity forzando un sorriso.
“Grazie… le donne vanno coccolate e mi piace sorprenderle. Appena saputo che avevamo i medesimi giorni di ferie, non ho esitato ad attivare il piano di fuga!”
Vanity avrebbe preferito rimandare la vacanza per mettere a tacere il suo segreto ma non aveva intenzione di rovinare quell incantevole piano romantico preparato da Hot.
“Oh, Hot…”
“Oh, Vanity!”
Arrivato il giorno della partenza, Hot parcheggiò la sua macchina blu elettrico, comoda, snella e nuova di fronte alla casetta bianca a un piano, avvolta da felici fiori rampicanti, di Vanity. L’aria era così profumata che sembrava che il mondo fosse quasi umano. Dico quasi.. troppo infami le azioni umane per nasconderle con una fragranza per quanto dolce e confortante. Bando alle ciance profonde… (per quello ci sono i miei libri e novelle!)
Hot era lì ad attenderla. Prima di raggiungere la macchina, Vanity si mise la mano in tasca per sincerarsi che il suo segreto fosse al sicuro lontano da Hot…
Durante il percorso verso la meta, a Vanity sconosciuta, i fidanzati parlarono tanto, cosa positiva per una coppia alle “prime armi”, parevano sinceramente affiatati, chi sa se si dicevano la verità, chi sa se veramente si aprivano e svelavano per quello che erano… chi sa…
“Chiudi gli occhi!” Disse Hot abbassando la musica anni 80 che riempiva l’aria di un’epoca un pelo più umana e comprensibile…
Erano quasi arrivati all’albergo prenotato da Hot, un luogo che aveva scelto perché Vanity lo notò su un famoso mensile: “Cool Vacation”. Lei commentò l’articolo promozionale, intitolato “Guardare e toccare il mare”, così: “Hot! Hanno appena aperto un albergo splendido sul lungomare della località MAREVIGLIA… non è poi così lontana da qui, non ci sono mai andata e tu?”
“No…”
L’articolo diceva più o meno così: A pochi passi dalla città e collegato ai paesi più vicini sorge, nell’esclusiva cornice naturale di Mareviglia, il primo hotel sul mare, immerso nel bosco e in bioedilizia. All’interno dell’ hotel troverete tutti i servizi. Non serve uscire, ma entrare nella magia di Magicsealuxury Hotel.” E venivano elencati una lunga serie di svaghi che avevano nomi esotici e dal significato incerto. Ma promettevano mondanità e giornate senza pausa… tipo caserma del divertimento spinto. Programmi, pacchetti, slogan, c’era proprio tutto.
Hot, uomo attento alle esigenze femminili, non esitò a esaudire quel capriccio innocente della sua donna. Così prenotò subito accaparrandosi il buono della prima prenotazione del mese! A sentire la direttrice della reception comprendeva: “Servizi esclusivi! Avrete in omaggio: 3 entrate gratis alla spa, la disponibilità di un personal trainer che vi affiancherà durante gli allenamenti, e appena arrivati… un massaggio di coppia, ma va prenotato subito. Come di consueto troverete in camera uno spuntino a base di frutta.”
“Suona magnifico!” Disse Hot con la sua voce profonda. Sorrideva dimenticandosi che la sua arma più affilata non si vedesse tramite il telefono.
“Vanity… eccoci arrivati! apri gli occhi!”
“Hot!” Eslcamò Vanity; non si capacitava di trovarsi proprio dinanzi all’hotel pubblicizzato dal suo mensile preferito. Vanity fissava quell’edificio che svettava fiero fra gli alberi intimiditi; scrutava il panorama come una bambina guarderebbe il suo primo giocattolo. Pensò che era proprio come nelle foto!
Mentre abbracciava il paesaggio con occhi commossi, il suo segreto scivolò a terra. Si girò e si gettò su Hot riempiendolo di baci.
“Scendiamo, Vanity!” Disse Hot eccitato più dal luogo che dalle effusioni sensuali di Vanity. In un baleno, Hot svicolò dalle braccia della fidanzata. Lei si riavviò i capelli, toccò la tasca ed era… vuota! Si guardò intorno allarmata. Hot trafficava coi bagagli, le fece cenno di scendere. Vanity annuì nervosamente, cercò nella borsa, sotto il sedere, nulla… poi sentì sul piede una carezza leggera, un poco tagliente, appuntita.
“Ah! eccoti!”
Sollevata mise in tasca il suo segreto che furbescamente era scappato dal suo controllo.
Vanity uscì raggiante, con una camminata lenta e femminile raggiunse il suo uomo. La visione discretamente seducente di Vanity suggerì a Hot un pudico bacio sulla guancia, era un uomo d’altri tempi e un poco ingenuo in fondo.
Un piccolo gruppo di facchini scondinzolava riverente attorno alla coppia, sussurrava:
“Buongiorno, benvenuti, grazie, prego, ci pensiamo noi.”
Hot li ricompensò con una mancia e poi allargò le braccia e disse: “Vanity, benvenuta al Magicseahotel!””
“Hot… grazie, grazie, grazie!
Entrarono nella immensa e dispersiva hall, la frescura del vento attraversò la sala, non faceva caldo, ma dentro all’hotel la temperatura era una delizia.
La direttrice della reception era una giovane donna perfettamente integrata con l’ambiente, sia nell’abbigliamento che nel fisico. Sembrava abbinata al luogo: capelli castani raccolti, viso piacevole, ma discreto, alta, magra, gambe ben disegnate, occhi svegli, sorriso un poco falso, tono di voce ben calibrato. Dizione senza sbavature, da ragazza aveva fatto scuola di teatro e si percepiva.
“Benvenuti…”
“Grazie!” Replicarono in coro Vanity e Hot. Sorridevano talmente tanto che la direttrice disse: “Che meraviglia! Un entusiasmo cosi è ciò di cui avrete bisogno durante il soggiorno!” Faceva un po’ di scena, vezzeggiava gli ospiti.
Loro scoppiarono a ridere, quasi avevano soggezione di quella donna, come fossero loro i dipendenti. Atteggiamento apprezzabile non fare differenze fra clienti e dipendenti, ma Vanity e Hot erano andati oltre, apparivano a disagio in quel luogo, ai loro occhi, così ricercato.
Hot aveva speso una bella fetta di risparmi per quella vacanza, ma pensava di meritarsela. Agognava a una vacanza vera e propria da troppo tempo. Era quarantenne da poco e aveva ottenuto una promozione in ufficio; quella vacanza la riteneva un premio: aveva sgambettato come un mulo per parecchi anni… Ah! La società moderna: quanti sacrifici ma vuoi mettere poi raggiungere il premio di un soggiorno confezionato fra piscine, piante esotiche messe appositamente per creare atmosfera, spa, fuochi d’artificio e serate a tema? I traguardi dell’umanità non hanno limiti!
Tornando a Vanity e Hot…
“Siete i clienti con il bonusmagicsea? Ho parlato con lei?” Disse la direttrice Sveva guardando Hot con gentile indifferenza. Non era particolarmente attratta dalla bellezza un poco fredda, poco personale e convenzionale di Hot. In generale, Sveva non era attratta da nessuno, solo da sè medesima, dal suo lavoro, dagli impegni mondani, le relazioni umane le gettava alla rinfusa in un mucchio per poi cogliere quelle più attinenti a occasioni attraenti o a traguardi da raggiungere. Non si lasciava convincere da nessuno a cambiare la sua bussola. Non a caso era naturalmente incline a sottomettere uomini e donne ugualmente senza faticare granché. Donna di rara sicurezza che infondeva insicurezza. Il suo trucchetto univa falsità, osservazione, piglio. Non solo aveva successo con le persone più facilmente assoggettabili o miti; riusciva a comandare anche su chi tollerava poco venire ammansito ma si piegava per codardia e non per convinzione sulle “buone” intenzioni di Sveva. Tali soggetti, a loro volta, sottomettevano chi era più in basso con metodi gretti; al contrario di Sveva che riusciva a trasmettere i suoi ordini con un tocco speciale: li faceva sembrare equi e persino le sue reprimende sembravano necessarie anche quando non lo erano. Qui si aprirebbe una discussione ampia e un’analisi profonda ma non è la sede nella quale affrontare il tema. Dunque…
“Sì, proprio con me!” Disse Hot con un pizzico di orgoglio, si percepiva al centro dell’attenzione, quasi una celebrità. Avvezzo al totale anonimato in ufficio, ad annuire, a obbedire, prendere per buona qualsiasi opinione calata dall’alto, a non pensare troppo in generale… Lì era un uomo che poteva permettersi di scegliere e persino chiedere. E magari dubitare, chi sa…
Era un cliente con tutti gli attributi. Al di sopra degli altri. Arrossì quando un gruppo di clienti che facevano il check in a fianco a lui lo guardò fra ammirazione e sgomento: “chi sarà mai? È un personaggio famoso? È ‘qualcuno’? Chiedo una foto? Un autografo?” Il componenti del gruppo si guardavano fra loro interrogativamente, se quella coppia aveva così tanti bonus gratis non poteva non essere celebre. Che fare? Optarono per la discrezione, durante il soggiorno avrebbero approfondito, li avrebbero tenuti d’occhio, informandosi col personale. Sveva da parte sua, ottima commediante e conoscitrice delle debolezze umane, giocava a far sentire la coppia al centro della scena. Capiva che le persone hanno spesso bisogno di attenzione. E cominciò a sciorinare tutti i vantaggi del loro bonus, il suo scopo era far ingolosire gli altri clienti e spingere a comprare qualche pacchetto bello pieno di nomi sfarzosi e infarcito di fumo profumato.
“Ma per voi è tutto gratis!” Perché, spiegava l’abile incantatrice, Vanity e Hot, come bravi bambini, avevano eseguiti i vari passaggi per arrivare a tale posizione: essere i primi a prenotare all’inizio del mese ecc. “Velocissimi!”
Il consumismo in fondo è velocità, rivalità, è gareggiare.
Vanity accarezzò la spalla di Hot, come a dirgli bravo! A dire il vero non solo per complimentarsi… voleva marcare il territorio: c’erano donne disseminate intorno a loro che piano piano aguzzavano lo sguardo per mettere a fuoco la coppia, Hot in particolare. Vanity lanciava occhiate qua e là che spingevano a non soffermarsi troppo su di lui. Qualche ragazza indugiava nel fissare Hot cercando una sponda nel suo sguardo per provare ad allacciare un contatto silenzioso tramite un’occhiata fugace.
Lui era troppo indaffarato a eseguire “gli ordini” di Sveva che chiedeva con piglio deciso, benché gentile, dati, documenti, informazioni ecc., per accorgersi delle manovre femminili e agguati sensuali. Era così, un poco disattento!
La direttrice della reception mentre chiedeva a raffica informazioni smanettava su uno schermo , di tanto in tanto aggrottava la fronte, fermava le abili dita, leggeva qualcosa e poi alzava lo sguardo sorridendo. “Un attimo solo e ho fatto!” Hot sollevato che quelle pause della direttrice non avessero un significato particolare, tipo che le informazioni che lui aveva dato non fossero pertinenti, disse: “Non abbiamo fretta, siamo appena arrivati… siamo in vacanza.”
“Il ruolo che ricopro mi impone di liberare i clienti per fargli godere la vacanza il prima possibile!” Frase a effetto che invece significava, “non ammetto ritardi di nessun tipo nella tabella di marcia.” Era impaziente anche quando i clienti rallentavano le pratiche del check in perché magari cercavano nel bagaglio il documento o chiedevano più informazioni di quelle che lei metteva in conto di dare.
Hot guardava ammirato la direttrice, la vedeva come la chiave d’accesso a quella fugace sensazioni di celebrità.
“Ecco… il computer mi dice che avete un bonus in più!”
Hot sgranò gli occhi meravigliato, come era possibile? Proprio a lui? Un semplice ragazzo nato in un quartiere dignitoso, sì, ma senza fronzoli, a metà fra una borgata e ai margini delle zone più centrali. Scemate le piccole manie di grandezza che si erano affacciate nella prima adolescenza, diventato uomo, aveva sempre avuto poche e umili esigenze, ed era mediamente soddisfatto, oggi invece avevano fatto irruzione nuovamete quelle sensazioni infantili e un poco superficiali di sentirsi una persona che spiccava fra la folla.
“Come mai?” Domandò Hot ingenuamente facendo trasparire tutta la sua insicurezza.
“Siete arrivati entro la mattinata… facendomi un gran piacere! Clienti che si attengono alle regole, ce ne sono pochi!” Disse lei tradendo la sua avversione verso cambi di programma.
Lui sorrise, ma non era così sicuro che attenersi alle regole in vacanza avesse senso. Cominciava a dubitare… l’aria, la natura avevano ossigenato un po’ i suoi pensieri.
Sveva aggiunse sottovoce con fare complice: “Non lo dica troppo in giro altrimenti gli altri clienti richiederanno il bonus. Solo i clienti selezionati possono accedere a certi bonus…” Usava trucchetti di marketing spicci.
“Quale sarebbe il bonus?”
“Una cena a bordo piscina!”
“Grazie! Abbiamo una gran fame!”
Selezionati… una parola che di solito sortiva effetti magici sulle persone. Sentirsi non diversi, quello spaventa, ma scelti, notati, primi…
Vanity si guardava in giro annoiata, ma si gelò appena Hot disse con mano tesa verso di lei: “Vanity, il tuo documento…”
“Oh, è vero! Non è da me! Grazie… di averlo detto.” Disse Sveva che apprezzava quando i clienti erano più solerti di un soldatino e anticipavano i suoi ordini.
Vanity lanciò un sguardo di ghiaccio a Hot, che non ne capì il significato.
Sveva la guardò come a incalzarla, aveva gli occhi falsamente sorridenti, ma dicevano “veloce, ho altro da fare, la scenata del benvenuto è già andata oltre i consueti trenta minuti riservati a chi ha il bonus.” D’altronde l’hotel era appena aperto e conosceva i riti a cui toccava attenersi in luoghi ricercati, aveva diretto altri alberghi della catena.
“Certo che sbadata! Ho avuto un attimo di smarrimento perché pensavo di averlo dimenticato a casa.” Disse Vanity.
“Ce l’hai?” Disse con dolcezza Hot.
“Sì, sì, certo.” Disse Vanity quasi impaurita dallo sguardo penetrante Sveva che non avrebbe accettato di buon grado una tale dimenticanza.
“Dammi”, disse Hot allungando la mano.
Vanity lo superò e si avvicinò al bianco bancone della reception dando le spalle a Hot, disse: “Faccio io, grazie. Puoi gentilmente andarmi a prendere un po’ di acqua?”
Sveva dava segni di impazienza che provava a celare: “Guardi può seguire Aldo che la accompagnerà al Cafèxotic… Aldo gentilmente…” Sveva fece cenno a un facchino di accompagnare Hot al caffè. La voce con il personale era educata ma dura, avrebbe usato quel tono anche con i clienti, a parte quelli realmente facoltosi. Da brava astuta commediante faceva sentire ricchi anche i “poveri”. L’hotel era per prezzi adatto solo a persone economicamente solide, ma essendo appena aperto aveva escogitato pacchetti per cercare di rientrare velocemente delle spese, e più in là sarebbe tornato ad essere inaccessibile al popolo…
Sveva faceva parte del popolo e chi sa perché lo dimenticava, aveva sempre un’aria spocchiosa, forse perché veniva pagata da persone ricche sentiva di avere il diritto di far parte di quella cerchia.
Hot si allontanò un po’ controvoglia. E a quel punto Vanity afferrò dalla tasca il suo documento, il suo segreto… Lo mise sul bancone, Sveva lo afferrò, sicura di sbrigare la faccenda velocemente, invece si fermò un attimo, guardò la foto, guardò Vanity che la riguardò a disagio. Vanity cercava di parlare per cambiare argomento. Sveva non rispondeva e trattenne un accenno di risata.
“Fatto?” Domandò Vanity agitata, Hot era già di ritorno con un enorme bicchiere d’acqua pieno di bollicine che affioravano velocemente per poi scoppiare fragorosamente. Tremila cannucce ondeggiavano nel bicchiere e pezzi di frutta facevano colare gocce di succo dal bordo. Talmente ricca quell’acqua che avrebbe appesantito un elefante.
“Un secondo, ho quasi fatto.” Sorprendemente Sveva non aveva più fretta, aveva abbandonato la sua consueta aria sbrigativa. Appena Hot raggiuse il bancone la direttrice annunciò: “Ecco il suo documento!” Sorridendo che più non poteva e mettendo il documento sul bancone con la foto di Vanity ben visibile, voleva essere certa che Hot la vedesse. Aveva captato il disagio di Vanity e fare un piccolo sgambetto a una donna carina e fidanzata con un bel ragazzo, benché Sveva non era affascinata da uomini comuni, era uno sport in cui eccelleva e in cui provava divertimento. Fu abile a fingere che era distratta e che era una semplice coincidenza se aveva messo lì il documento proprio quando Hot era tornato, come poteva capire il pensiero di Vanity? Guardò con occhi, falsamente ingenui Vanity, che da vera ingenua non interpretò la manovra di Sveva in nessun modo e con uno scatto veloce mise in tasca il suo segreto.
Se Vanity avesse analizzato l’atteggiamento di Sveva, avrebbe capito che Sveva aveva capito tutto. Adesso la direttrice sapeva e aveva un’arma… di ricatto.
Hot disse: “Dallo a me che dalla tasca ti può scivolare.”
“No, grazie… lo metterò in valigia.”
“Come preferisci…”
Salita in camera, Vanity nascose il documento sotto tremila completini di intimo.
“Che cazzo di foto!” Esclamò Vanity. Hot era in bagno a cambiarsi. La foto era decisamente una schifezza, “raccapricciante…” l’aveva fatto in tutta fretta, aveva il viso da single rinunciataria, uno sguardo disincantato, l’aria di chi mai avrebbe pensato che da lì a poco avrebbe incontrato Hot, tantomeno fare una vacanza con lui. E all’epoca non le fregava nulla di rifare la foto.
Ma in fondo pensò che se Hot avesse una foto così a lei sarebbe cambiato qualcosa? Perché noi donne temiamo sempre il giudizio maschile? Insicurezza? Vanità? La società? Chi sa…
I giorni del soggiorno si alternavano fra mondanità, chiasso, divertimenti suggeriti da altri, cioè dall’hotel. Sballotati, abbagliati, inebetiti, rintronati, confusi, affaticati, pieni di indecifrabile vuoto, una sera Vanity e Hot preferirono una cenetta sul terrazino blu della loro camera. Avevano provato tutte le attrazioni e bonus possibili, non avevano usufruito del personal trainer. Quello no, era troppo. Pensarono di cederlo a una coppia venuta lì con un gruppo di amici.
“Più che un luogo per una vacanza di coppia, mi sembra un luogo per prendersi una vacanza dalla coppia!” Esclamò Hot.
Anche a Vanity sembrò di aver fatto tutto tranne che parlare e conoscere più a fondo Hot. “Già… praticamente è come se avessimo fatto vacanze separate. C’è sempre qualcosa che impedisce di godersi il tempo insieme… comunque è una vacanza magnifica e … davvero-“
Hot la interruppe: “Non ti preoccupare… non mi offendo! Lo penso anch’io… sono un po’ deluso!”
“No, Hot… mi dispiace che tu abbia speso per qualcosa che non era come pensavamo… l’hai fatto per me e… magari abbiamo sbagliato ad accettare tutti quei bonus…”
“Vanity … ti dirò che in fondo sono soddisfatto. I soldi spesi non mi preoccupano, anzi sono soldi ben spesi! E sai perché? Perché ho capito che non mi piace per nulla fare ciò che piace fare alle gran parte delle persone e non mi piace divertirmi come dicono gli altri. Agire attrverso la coscienza collettiva spesso non è una cosa coscienziosa … E sopratutto ho capito che mi piace godermi appieno della tua compagnia, riempire il tempo di cose che piacciono a noi e di farle insieme, senza nessuno fra le scatole!”
Vanity saltò addosso a Hot e lo baciò sulla fronte, sulle guance e poi sulle labbra. “Anch’io ho bisogno di… guardare il mare insieme a te.” Disse lei indicando il mare che vedevano dal terrazzino. Quel paessaggio azzurro che piano piano si velava di blu intenso col calar della sera era proprio come il trucco di Vanity, solitamente era sempre a viso pultita ma quella sera aveva usato la fantasia: gli occhi erano valorizzati da sfumature intense del cielo di notte, le labbra color amarena da cui spiaccava un sorriso bianchissimo come nubi luminose. Nulla appesantiva la sua bellezza ingenua, nemmeno il trucco marcato.
“Guarda sotto le persone… così piccole sembrano formichine colorate e agitate. Su e giù a prendere il cibo e poi risedersi al proprio tavolo e cosi per tutta la serata!”
“Mi domando come abbiamo fatto! Eravamo sino ieri anche noi delle formichine comandate dalle regole del cosiddetto divertimento. Formichine tenaci… e adesso affaticate! Sono sollevato dal fatto che fra un pochi giorni torniamo a casa! Le vacanze spesso diventano una maniera per non fermarsi a pensare, a non approfittare per capire e approfondire ciò che siamo. Senti… vado a prendere lo spumante in camera e le fragole, che ne dici?” Disse Hot.
“Sì!”
Hot entrò in camera, Vanity pensava che era una vera meraviglia ammirare da lì il mondo, le casetta degli altri alloggi, le vedeva lontane, pensava, capiva, passeggiava con la mente e con gli occhi sul paesaggio. Soffermava i suoi sguardi su piccoli e magnifici dettagli, saggiava le sue emozioni e sensazioni.
Non sentendo Hot rientrare, Vanity si alzò ed entrò in camera e si trovò di fronte la seguente scena: il suo fidanzato chinato sulla valigia nell’armadio! Appena sentita Vanity, lui disse: “Ecco la t shirt, mi ero sporcato con le fragole…. Vanity, come mai tieni qui il tuo documento?”
Vanity non disse nulla.
Lui si girò, “Vanity… perché tieni qui il documento? così lo puoi smarrire. La valigia è un caos. Lo metto in borsa insieme al mio…” Hot parlava senza notare la reazione gelata di lei.
Vanity a un certo punto disse: “La foto…Hai guardato la foto?”
“Non saprei… perché?” Disse lui mentre guardava la foto del documento per poi aggiungere: “cosa ha la foto?”
“Fa schifo.” Disse lei quasi ipnotizzata.
“Ah, se è per quello… ti faccio vedere la mia!” Lui afferrò il suo documento e disse: “Guarda un po’… che figo!”
Lei abbassò gli occhi quasi umidi dalla vergogna e… cercò di trattenere una risata dirompente.
“Ridi… non mi offendo!” Disse lui scoppiando a ridere. Ridevano entrambi come non avevano mai fatto durante tutto il soggiorno. C’erano spazi immensi in quel luogo, ma poca umanità.
“Ecco perché cercavi di nascondere il tuo documento! Perché vergognarti! Sei perfetta con il tuo sguardo splendidamente comico e dolce. In persona ammetto che ti apprezzo decisamente di più!”
Lei scoppiò nuovamente a ridere e faticava a smettere, era la tensione che si allentava e la tenerezza che provava per lui.
Hot aprì la bottiglia di spumante… “Alle foto paurose… siamo una coppia paurosamente magnifica!”
“E alla prossima vacanza… a casa!” Esclamò Vanity mentre beveva e mangiava la frutta bagnata di spumante, sincerità, dolcezza.
“E alla verità, sempre!” Disse Hot baciando Vanity sulla guancia.
Qual è la tua interpretazione della novella? A parte fare attenzione alle foto sui documenti? Quale lezioni ci leggi?