Io Credo, dunque non mangio l’agnello.

18 Aprile 2021

Purtroppo la Pasqua trascina con sé un’inutile e crudele strage: quella degli agnelli. Quando pubblico foto sul tema che parlano alla coscienza delle persone , le reazioni sono svariate: chi capisce e si rammarica di questa ”tradizione”, chi è d’accordo con me e si batte per sensibilizzare le persone, e chi tiene il punto. L’ultima categoria tira fuori le argomentazioni più svariate per difendere l’indifendibile. Da qui partono una serie di mie considerazioni, inoltre cercherò di confutare una ad una le obiezioni che mi vengono rivolte, almeno le più comuni. Premetto che io non mangio carne- e non giudico chi lo fa- perché credo che tutti gli animali siano uguali e abbiano uguali diritti. Io non mi sento a mio agio a mangiare l’agnello mentre un goldendoodle o un gattino gironzola per casa…Gli animali, secondo me, non vanno divisi fra quelli da mangiare perché golosi e saporiti e quelli che ci tengono compagnia perché più ”simpatici” o secondo noi ”intelligenti’- se anche noi umani selezionassimo le persone in base ai suddetti criteri…beh…gli uomini sulla Terra sarebbero ben pochi…
La sofferenza trovo sia uguale per tutti. dal maiale al cagnolino. Fare differenze non significa amare gli animali in quanto tali , ma è puro egoismo.
Quindi, cominciamo con la classica affermazione: ”mangio carne perché l’uomo è più intelligente, e la razza che ha diritto a dominare le altre.”
Peccato che uno fra gli uomini più intelligente della storia dell’umanità fosse vegetariano, e non solo lui. Leonardo da Vinci diceva: ”È vero che l’uomo è il re degli animali, perché la sua brutalità supera la loro. Già in giovane età ho rinnegato l’abitudine di cibarmi di carne, e ritengo che verrà un tempo nel quale gli uomini conosceranno l’anima degli animali e in cui l’uccisione di un animale sarà considerata con lo stesso biasimo con cui consideriamo oggi quella di un uomo.” E asserire che l’umanità sia intelligente, mi sembra un’affermazione sfrontata. Gli animali non giudicano in base al fisico, all’orientamento sessuale, tantomeno pesando le ”saccocce”, non dilaniano la natura, non litigano sulle futilità, non conoscono vanità né invidia , non si annoiano senza mondanità, sanno apprezzare le piccole cose e sanno amare veramente.
Un’altra argomentazione é quella alimentare: la carne serve. Innanzitutto si potrebbe diminuirne drasticamente il consumo. Gli allevamenti sono una vera minaccia: il rischio di ricombinazione dei virus, in quei luoghi è altissima, come dice Martin Schwemmle, virologo dell’Università di Friburgo. Inoltre, numerosi studi affermano che un’alimentazione ricca di cibi acidi -fra cui carne e derivati, soprattutto gli insaccati che andrebbero completamente eliminati- compromette l’equilibrio acido-base dell’organismo e promuove la perdita di minerali essenziali, come il calcio ed il magnesio nelle ossa.
Senza dimenticare che noi possiamo cibarci di carne solo usando delle ”armi”, rudimentali o sofisticate, al contrario degli altri carnivori che cacciano a ”mani nude”. Le tigri non vanno dal macellaio e non hanno fucili né lance per cacciare le loro prede, il che significa che c’è qualcosa di profondamente innaturale nel mangiare carne. Credo che l’uomo debba mangiare ciò che sarebbe in grado di procurarsi da sé.
Poi ci sono quelli che -ed è incredibile come le persone siano limitate nella logica e nel buon senso- asseriscono: ”e le vongole e molluschi?” e sarebbero capaci di dire, ”per caso quando sbadigli non ti capita di ingoiare un moscerino?”, auspicando di prenderti in fallo.
Primo, c’è chi fa a meno di tutto ciò che è animale e , secondo, se qualcuno decidesse di limitare il consumo di carne seguitando a mangiare pesce, già sarebbe una bella conquista e un passo verso una nuova consapevolezza.
L’ultima categoria di persone , gli ipocriti, è quella che tira in ballo la religione, soprattutto durante le feste comandate.
Da credente, rifiuto atti di crudeltà verso esseri innocenti. Se il loro pianto di sofferenza non si ascolta mentre lo mangiamo non significa che dobbiamo fingere che non ci sia stato. E quello degli agnellini è intollerabile, per chi ha un minimo di sensibilità.
Essere Cristiani non è sedersi attorno ad un tavolo tutti infiocchettati con un manipolo di parenti- che spesso non sopportiamo e con i quali puntualmente si litiga-per abbuffarci di carne. E’ molto comodo considerarsi Cristiani a parole e limitarsi alla ”tradizione” anziché seguire ciò che realmente Gesù insegnava : pace, compassione e solidarietà, dare un a mano al prossimo- e non fuggire quando qualcuno ha bisogno- e non infierire sui deboli.
I vangeli apocrifi parlano di Gesù vegetariano, come lo immagino io e come è logico che sia. Mi si dirà : ”c’è scritto nella Bibbia che Lui mangiava carne ”. Beh, come dicono molti linguisti: nella Bibbia ci sono molti ”errori’ di traduzione. A me nessun insigne teologo potrà mai convincermi che il Principe della pace, come era noto Gesù, volesse una tale carneficina a Pasqua.
Preferisco di gran lunga chi non si nasconde, e mi dica senza ipocrisia: ”hai ragione, faccio quello che posso, ma faccio fatica a rinunciarci.”
A chi è insensibile al tema, che dire? La pandemia è la conferma del fallimento del modello di sviluppo basato sullo sfruttamento dell’ambiente. Quindi se vuole uscire dalla crisi attuale dovrà sensibilizzarsi per forza. Non c’è molta scelta.

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