Commedia femminile: Incontri di altri tempi

30 Aprile 2020

Un raggio di sole fra la pioggia…

Quel pomeriggio il mare impazzito dava spettacolo di sé infrangendosi furiosamente sulla scogliera frastagliata. Tutto era grigio:  solo qualche schizzo bianco e salato dell’oceano risaltava sul paesaggio di piombo. Un manto bagnato d’erba copriva le rocce da cui Etta osservava quel magnifico scorcio di mondo inebriandosi di mare e atmosfera autunnale. Stagione tanto attesa da lei e dalla terra arsa per mesi dalla torcia infuocata del cielo.

Fitte nubi coprivano il soffitto turchese del mondo minacciando lacrime ritmate ed incessanti, ma Etta non ci badava poi tanto: la natura bagnata aveva un fascino incredibile su lei.

Un mantello l’avvolgeva tenendola al caldo e al sicuro, alcune ciocche di capelli liberate dalla stretta di un fiocco di raso rosso le sfioravano il viso. Sentiva galoppare i cavalli alle sue spalle, i cavalieri urlavano parole confuse e concitate. Avevano fretta di rientrare nel villaggio. I tuoni erano sempre più vicini e la pioggia lentamente cominciava a scendere. Teneva in mano un grande sacco con un assortimento di prodotti della terra regalatogli dal cugino contadino.

“Etta! ” la chiamò la sua amica Anne che le si avvicinò a cavallo.

Etta si girò di scatto: “ciao…sì non ti preoccupare adesso vengo…no grazie! vado a piedi…è un attimo!”

Anne: “Sicura? va bene, ma sbrigati! ci sarà un temporale…”

Etta vide il cavallo dell’amica scappare verso le case del villaggio, lei afferrò un lembo della gonna e s’incamminò a passo svelto. Fu travolta dalla una pioggia furiosa, ‘sono la solita scema’ pensò.

Dopo poco una voce maschile si fece largo fra lo scroscio della pioggia, le intimava di fermarsi. “Salga!”

Si girò, vide una mano, fra l’altro molto bella, come ebbe modo di rifletterci su una volta al sicuro, tesa verso di lei che sbucava da una carrozza elegante.  La fissò impaurita per un attimo vagliando le alternative:salire con uno sconosciuto o venire travolta da un lampo. Senza nemmeno avere il tempo di scegliere l’uomo allungò le braccia, l’afferrò di peso e chiuse la portiera.

Una volta realizzata la sua situazione provò a divincolarsi dalla stretta di lui, ma non fu difficile, lui la lasciò subito e disse sorridendo: ” risparmi la sua voce, non c’è bisogno di urlare…non è un rapimento e comunque nessuno la sentirebbe a parte il mio cocchiere…mio complice… chiaramente.”

Etta lo guardò incredula: “Bene, cosa vuole?”

Lui: “Nulla, sinceramente mi ritengo ancora decentemente attraente da non essere obbligato ad usare la violenza per poter avere il piacere di avere una giovane donna a fianco…” Etta arrossì, erano chiare le sue intenzioni: dare una mano a una cretina che camminava sotto un temporale furioso…

Cominciò a mettere a fuoco l’uomo: decisamente di suo gradimento. Si levò il cappuccio del mantello che le copriva gli occhi. Cercò, con fare indifferente, di dare un senso ai suoi capelli bagnati e appiccicati sul viso.

Etta: “Certo, grazie…mi scusi-“

Lui la interruppe: “Non si preoccupi, mi dispiace averla spaventata…certo… una scelta azzardata fare una passeggiata nel bosco con un tempo così…”

Etta: “Ero andata da mio cugino, alla sua fattoria e …”

Lui: “Capito…”

Durante il percorso chiacchierano un poco, lei scoprì che lui era di passaggio, ma sarebbe tornato a breve: “sapevo che era un luogo incantevole…ma non immaginavo quanto..”Le sorrise, lei colse l’allusione. Abbassò gli occhi e disse: “già io mi trovo molto bene, ci sono nata…”

Indicò la sua casa. Lui l’accompagnò sino alla porta, la salutò con un educato baciamano e si congedò.

Etta rientrò a casa un po’ delusa auspicava che lui le dicesse qualcosa in merito alla possibilità di rivedersi.

Ma fermò i suoi pensieri, si era promessa da tempo di non cercare mai più il perché di certi comportamenti maschili. Perciò preparò la cena e lesse un libro.

La mattina uscì per andare al mercato con la sua amica Anne, chiacchiere divertenti fra giovani donne che hanno il potere di spazzare via ogni nube portata dal vento insidioso e incerto di un incontro con uomo.

Al ritorno, carica di pacchi, si fermò incredula di fronte alla sua porta di casa: una grande composizione di fiori di ogni tipo troneggiava sul tavolo del piccolo giardino. Non voleva illudersi che fosse lui, ma purtroppo la sua velocissima immaginazione e romanticismo batté sul tempo la sua precaria razionalità…

Quindi lasciò i pacchi del mercato a terra, si precipitò sulla lettera che accompagnava il regalo: ad ogni parola le si illuminavano gli occhi, chiuse la lettera si guardò intorno, sorrise e fece risplendere il giorno. Era lui.

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