Inganni (terza parte)

08 Febbraio 2020

Chiara: “Un gin tonic, grazie caro” Le piaceva più dirlo che berlo,aveva cominciato da poco con l’alcol: tutti quei party a cui Andrea la spingeva ad andare per convenienza, comodità ed egoismo. Per fare affari, lei facilitava. In fondo era utile a tutte e due, le ripeteva. Lei non poteva credere, non voleva pensare, né ammettere che una sera dopo l’altra si era lasciata comprare, affascinata dalle false lusinghe, parole e promesse incantatrici, da una girandola di “amici” e “amici degli amici” facoltosi.

“In fondo è utile per entrambi e così abbiamo trovato un equilibrio, magari non perfetto…” Diceva Chiara alla cugina Etta che cercava di dissuaderla in ogni modo: “ma di cosa parli?! Equilibrio? Non ho nessuna intenzione di giudicarti…ma…in certi ambienti quando la giovinezza e la bellezza battono in ritirata e quindi non puoi più dare quello che pretendono, non vali più nulla…”

… … …

Ai tempi del suo fidanzamento con Andrea, Etta aveva messo in guardia la cugina: “Non mi piace, mi sfugge qualcosa…”

Chiara: “Invidiosa…”. Adesso sentiva la crudele e fredda lama dell’evidenza affondare nella sua anima.

“Praticamente non ha difetti!Bello, ricco, affascinante…e ci sposiamo…incredibile!!” diceva, invece, alle amiche tutt’altro che entusiasmate dalla notizia. Sappiamo come sono le “amiche”.

… … …

In una mattina di pioggia Chiara era in cucina, la tavola ricoperta di ogni tipo di delizia, entrò Andrea. Aveva l’aria poco affabile. Lei non disse nulla, aveva il viso illuminato dalla luce grigia del cielo ancora ansimante dopo la sfuriata dell’alba. Pareva ancora più giovane dei suoi trentacinque anni. Parlarono quasi di niente,lei gli fece solo notare che le andava più di partecipare ai party ecc…

Andrea prima di alzarsi, disse: “Devi fare quello che dico io, chiaro!Chi ti ha fatto diventare ricca, eh?” Il suono del pugno sul tavolo riecheggiò per qualche frazione di secondo nella grande cucina, ma nella mente di Chiara risuonò per parecchi giorni. Sapeva che da quel tipo di parole alle mani addosso era un attimo.

… … …

Quella sera si guardò allo specchio: brillava con tutti quei bracciali ed anelli, non erano frutto dell generosità di Andrea, ma della sua avidità: “me li sono guadagnati io…”Disse fra sé e sé, ammiccò alla sua immagine. Si guardava, e riguardava, ma non vedeva più l’adolescente, ragazza, giovane donna che pensava di conoscere…

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Bugie, falsità, ipocrisia, ricatti, illusioni, delusioni, inganni, sono le varie sfaccettature dei complicati intrecci che spesso legano gli umani. Il libro, attraverso i suoi personaggi, svela come vengono viziate le giornate, deviati i pensieri, alterate le azioni, falsate le parole delle persone dalla non verità e dall’inganno. Inganno di cui il rapporto di Andrea e Chiara, coppia attorno a cui ruota la narrazione, è impregnato. Ma c’è anche la verità. Luce abbagliante ed invisa a molti, troppi uomini, che impongono, a chi gli è a fianco, il peso delle loro menzogne, delle loro maschere, di quello che sono e non sono, il peso di quello che non provano, il peso della loro freddezza.

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