Recensione una novella di Cechov
01 Aprile 2026
La novella La paura di Cechov non mette paura ma è paurosamente bella. I personaggi sono impauriti… ma dalla falsita e della menzogna.
Una giovane nobile squattrinato e ubriacone, verso il quale si prova sincera tenerezza, capisce che nulla ha senso e tutto non ha un senso. Comprende che è la menzogna che anima i rapporti umani e non sa come affrontarla.
Il proprietario terriero e contadino, all’apparenza soddisfatto e sazio della sua quotidianità: famiglia perfetta e sicurezza economica, è invece spaventato dal sentimento che prova per la sua amata. Donna bella e dolce che, non senza fatica, è riuscito a sposare, ma si rende conto che non essere ricambiato, con il medesimo entusiasmo, è un peso che fatica a reggere.
Poi c’è il protagonista che prova disagio verso la sincera amicizia che il contadino nutre per di lui. Amicizia che il protagonista non ha la possibilità di ricambiare con altrettanta lealtà: è pazzo della bella moglie dell’amico. Inoltre, per quanto attratto dalla fascinosa donna sente che può solo assaggiare quel sentimento e fuggire.
E che dire di lei? Cosa la tormenta? È una donna amata da un fedele compagno che non ama per nulla. Lei ama un altro: il carismatico amico del suo uomo. È spaventata dal suo matrimonio e dal fatto che può approfittare della passione del suo amato solo per una breve serata…
È spaventoso non poter amare…