Brano di Commedia Femminile

23 Ottobre 2025

Antipazioni del mio libro Comme Femminile

 

Il libro Commedia femminile è una raccolta di novelle, più o menolunghe, in cui vengono analizzate le varie sfumature delle relazioniumane. Il libro, inoltre, include un romanzo breve. La narraziones’insinua in punta di piedi fra le pieghe delle emozioni. Cattura sensazioni, sentimenti e soprattutto mette a fuoco gli attimi salientiin cui la vera natura di una relazione si svela. Frangenti chesembrano trascurabili ma invece dicono molto su una persona o unrapporto. Il libro mette a nudo le contraddizioni delle relazioni umane e della società. Parla di temi attuali anche se comuni a tutte le
epoche poiché le persone si confrontano da sempre con le medesime difficoltà e i medesimi dubbi. Delusioni, illusioni,
sentimenti e amicizia descritti in maniera spensierata ma non superficiale, ironica ma profonda. Parla di sensazioni più che di
azioni sensazionali. È un libro adatto a tutti. Scalda l’anima e diverte la mente. Ha tutti i sapori e i profumi dei sentimenti: dolcezza,
amarezza e pungente ironia. Commedia Femminile è una boccata d’aria fra una giornata e l’altra e può dare una mano a sorridere in un’epoca in cui il mondo sembra incomprensibile.

Le domande più frequenti sul mio libro

Perché uno pseudonimo così insolito?

Briciolina è un nome che ha un significato specifico… da
scoprire nel libro.

Come hai scelto il titolo?

La scelta della copertina e il titolo del libro Commedia femminile
sono scelte particolari. Nella copertina, disegnata da me, ho cercato
di racchiudere, attraverso uno schizzo, l’anima più spensierata del
libro. Con il titolo ho sintetizzato alcuni messaggi: da una parte
sottolineo l’ironia che si trova nelle novelle, da un’altra il fatto che
spesso diventiamo, più o meno consciamente, dei personaggi per
compiacere il prossimo, soprattutto quando amiamo. Il libro non è
solo sui sentimenti femminili, anzi è molto adatto anche agli uomini
curiosi di conoscere le donne, le relazioni e anche scoprire qualcosa
in più su loro medesimi. In Commedia Femminile cerco di
analizzare le relazioni e la società da varie angolazioni e prospettive.
Con un accento sui pensieri femminili ma non solo. Commedia va
intesa in senso lato perché le persone spesso diventano personaggi
con un ruolo preciso nella società assegnato dalle circostanze, dalla
convenienza, e dalle convenzioni.

Perché la scelta di scrivere novelle?

Perché mi piace descrivere frangenti particolari di una giornata
spesso considerati insignificanti ma che sono invece illuminanti.
Ogni novella parla di una sensazione.

Che tipo di libro è?

È un libro sui sentimenti, non un libro sentimentale nel senso
comune del termine. Oggi è difficile scrivere libri romantici in un
mondo spietato. La realtà non mi permette di farlo. I miei libri e le
mie novelle parlano certamente di sensazioni e sentimenti ma
analizzano anche le zone meno luminose dei rapporti umani. Lo
faccio alla mia maniera: vera, diretta, graffiante, a tratti impietosa e
senza giri di parole. E uso l’ironia per confezionare la profondità.

Perché non inserisci mai scene molto sensuali?

Non sono adatta a descrivere attimi intimi. Insomma, troverete
pochi muscoli e curve infuocati, ma tanta ironia sferzante ed
emozioni inusuali. Amara dolcezza ma poca piccantezza. Ma
prometto che se uno lo legge mentre mangia un peperoncino… diventa piccantissimo!

Domande frequenti su di me:

Perché hai scelto di scrivere libri diversi?

La diversità non si sceglie e bisogna anche capire cosa significhi.
Sensazioni ed emozioni sono molto soggettive e ognuno le esprime
in maniera diversa. Se mi limitassi semplicemente a seguire le regole
di mercato, i miei romanzi sarebbero un prodotto e non dei libri. Per
me l’arte si basa sulla libertà. Spesso gli artisti quando dipingono
infrangono anche le regole di prospettiva e proporzione che sono un
po’ come la grammatica e la sintassi. Licenze che non si possono
prendere quando si scrive in prosa, la poesia invece ha un margine di
manovra più ampio, ma ciò non significa che si debba per forza
seguire un percorso tracciato da altri anche se pensiamo sia più alla
moda e quindi più sicuro in termini di vendite.

Come seduci il tuo pubblico?

Io non ho piani segreti per accattivarmi le persone, non mi piace
lusingare per suscitare ammirazione e simpatia. Io sono così, vera e
non uso complimenti melensi per attirare. Penso che le lusinghe
siano delle trappole di falsità.

Cosa ti irrita delle persone?

Non sopporto la freddezza, la considero la precondizione
dell’indifferenza: complice di ogni iniquità e prevaricazione. Così come la menzogna e la falsità. Anche se amo la pacatezza, preferisco di gran lunga una discussione animata ma sincera che un atteggiamento glaciale. Il bisogno di attenzioni frega e spinge le persone a cercarle in chi è incompatibile. Dobbiamo darci noi quelle
attenzioni e gentilezze di cui abbiamo bisogno per non illuderci e poi deluderci.

Cosa significa per te l’arte?

Arte per me significa libertà. E la libertà è la precondizione per
l’arte. È molto soggettiva come lo è il modo in cui ci esprimiamo e
decliniamo la libertà. Io sono nata e cresciuta in mezzo all’arte in
tutte le sue più varie sfumature. Non saprei arginare il mio modo di comunicare attraverso l’arte e relegare la mia personalità in un recinto fatto di considerazioni puramente pratiche di marketing, linee editoriali o commerciali. Io ho scritto i miei libri senza avere un
programma preciso. Sono nati senza interferenze né retropensieri. I
miei sentimenti, pensieri, emozioni sono diventate parole senza
nemmeno che me ne accorgessi. Anne e Etta, i personaggi più
apprezzati, sono sbucati da me ed era impossibile racchiuderli nelle
classiche logiche di mercato. Chi ha davvero apprezzato e capito ciò
che cerco di comunicare dice che ho rotto gli schemi ed effettivamente
è una cosa che mi riesce naturale. Non saprei dire perché. So quanto
sia difficile realizzare grandi numeri con la scrittura in generale, e
indipendente in particolare, ma chi è fatto d’arte non ama i numeri.
Ama i sentimenti, le passioni. Ama arrivare all’anima. Di pochi o
tanti, per me è uguale perché tengo di più a ricevere affetto sincero
di chi mi comprende che adulazione di facciata di chi non mi capisce
veramente.

Come nutri l’immaginazione?

Penso che si debbano leggere molti classici perché insegnano a
scrivere, a pensare, a capire. Dipingono il quadro generale delle
relazioni e della società che vale anche oggi. Osservare la realtà. Se
sai decifrarla ti dice tutto. L’importante è non nascondere la verità a
se medesimi, che è lì sotto il naso, perché si teme che sfuggano le
illusioni che cullano e confortano i sensi.
La realtà supera sempre l’immaginazione! E dialogare. Nella mia
mente c’è un dialogo serrato fra i miei personaggi. Parlano, litigano
si amano tutto sotto forma di dialoghi. Ogni tanto intervengo e li
zittisco altrimenti prenderebbero il sopravvento!

Perché ti piace scrivere?

Più che del perché mi piace scrivere preferisco parlare del come e
del cosa. Io narro di umanità, di relazioni, di attimi sensazionali di
sensazioni, non di trame sensazionali. Perché sono i dettagli che 9
celano la verità e sono le sfumature che racchiudono l’anima di un
rapporto. In un modo infame, feroce e indifferente non chiedetemi di
ingannare o di illudere. Preferisco indicare la realtà, che spesso si trova sotto gli occhi, ma che molti ignorano. È un atto di generosità parlare di verità. I miei libri confortano e sollevano. Scrivo sopra le
righe per lanciare messaggi fra le righe. Scritti indomiti che rompono le regole, spingono l’orizzonte più in là, scendono negli insondabili abissi dell’animo umano, e scalciano se provi a disciplinarli e metterli
in riga. Non tutti riescono a rimanere fuori dal recinto. È faticoso scegliere il lupo chiamato Verità e fuggire dal comodo gregge di bugie.
Ma se ti va di sorridere, ridere e pensare… leggimi, seguimi e supportarmi. E troverai parole di sincerità. Mi piace osservare e
descrivere la realtà con verità. Realtà e irrealtà sono binari paralleli di
un percorso comune che ci spinge a scrivere e anche a leggere. Per scoprire la realtà e anche eluderla tramite l’immaginazione
dell’irrealtà.

Perché auto pubblicarsi?

Piccole botteghe delle parole: siamo così noi indipendenti.
Artigiani che ogni giorno e con fatica cercano di far notare il proprio
prodotto in mezzo ai grandi negozi. Le insegne più splendenti svettano e fanno ombra al negozio minuto che ci mette tanto entusiasmo in ciò che fa. Nel caso della scrittura, per passione si
cerca di trasformare in parole i propri sentimenti e pensieri per poi
trasmetterli agli avventori delle botteghe delle parole. Chi è curioso e senza pregiudizi si fida, entra e capisce che anche nelle piccole botteghe si nasconde la qualità. Credere in sé medesimi è difficile,
ma grazie ai tanti lettori di noi indipendenti, riusciamo a splendere
fra i giganti.

Un messaggio a chi ti legge.

Immaginiamo, leggendo il libro, il mondo diverso da com’è.
Immaginiamolo un luogo in cui i sentimenti abbiano ancora spazio
nelle anime degli umani. Le persone, abbrutite e diventate degli
automi, non hanno più la percezione del fatto che, con la modernità, le emozioni e i sentimenti siano svaniti per via dell’incapacità di provarli, di dargli tempo e attenzione. Il potere formidabile delle parole ci dà una mano ad armonizzare le incombenze ridicole della
società moderna. Sarebbe bello se si potesse avere il tempo di godersi ogni minuto la vita, siamo al mondo per quello, ma ce lo
siamo dimenticati. Anzi, ce l’hanno fatto dimenticare a forza quei pochi che hanno plasmato la società a loro immagine per lucrarci, sottraendo bellezza, spazi, natura e anche emozioni ai più. I libri possono, in parte, ridarci quello a cui siamo obbligati a rinunciare: emozioni che lentamente affogano in un mare fatto di
insoddisfazioni, create da una società avida e comoda a pochi scaltri, ma faticosa e logorante per tanti. Il mio libro fa divertire e riflettere.
D’altronde l’anima e la mente hanno bisogno di sognare e
desiderare. Piedi ben saldi a terra e mente fra le nubi…

Briciolina.

 

Incipit della prima novella nel libro

L’altra metà della mela

I raggi di sole sparsi nel cielo le illuminavano i capelli dorati, gli
occhi e il sorriso bianchissimo. Etta sorrideva al mare, al cielo, al mondo. Troppe volte aveva regalato tutto quello che di bello possedeva a persone che non avevano colto l’importanza di riceverle. Da adolescente aveva cercato l’altra metà della mela, all’inizio con romanticismo infantile, poi con un pizzico di realismo e coscienza in più, ma arrivata ai trenta, si domandò: “E se fossi io l’altra metà della mela? Semplicemente,” pensò, guardando l’immensità blu del mare, “non ho bisogno di nessuno per completarmi, al limite posso concedere a qualcuno di affiancarmi, accompagnarmi, arricchirmi, darmi qualcosa in più, ma non completarmi.” Aveva avuto l’illusione della completezza con gli uomini che aveva amato immensamente, “ma poi? Rimango
svuotata, depredata delle mie energie, vengo saccheggiata, non completata. Purtroppo l’immaginazione di una donna che ama è particolarmente…

Segue su Commedia Femminile: più di una libro, un progetto.

Lo potete trovare online o mandami una mail. Seguimi su IG Briciolina83 e Fb Annetta Libri.

 

 

 

 

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Leggi articolo successivo

Ultimi articoli

Inganni

Bugie, falsità, ipocrisia, ricatti, illusioni, delusioni, inganni, sono le varie sfaccettature dei complicati intrecci che spesso legano gli umani. Il libro, attraverso i suoi personaggi, svela come vengono viziate le giornate, deviati i pensieri, alterate le azioni, falsate le parole delle persone dalla non verità e dall’inganno. Inganno di cui il rapporto di Andrea e Chiara, coppia attorno a cui ruota la narrazione, è impregnato. Ma c’è anche la verità. Luce abbagliante ed invisa a molti, troppi uomini, che impongono, a chi gli è a fianco, il peso delle loro menzogne, delle loro maschere, di quello che sono e non sono, il peso di quello che non provano, il peso della loro freddezza.

Continua a leggere

Acquista su