Recensione alla mia maniera
07 Marzo 2026
Recensione alla mia maniera!
La recensione sulla novella di Cechov La casa col mezzanino potrei chiamarla: apprezzare le piccole cose è una gran cosa.
Non è semplicemente una novella sui sentimenti.
Il protagonista scopre l’incanto di amare.
Profondamente ama. Se andiamo oltre si avverte il conforto delicato che il protagonista, un artista passionale, trova nell’ozio. Comprende la grandezza delle piccole cose. La felicità scovata in un tè caldo assaporato in giardino pieno del profumo dei tigli, del sole che splende più del solito, nell’aria tiepida che culla le giornate. Quelle piccole grandiosità.
L’indole del protagonista si scontra con quella della sorella della sua amata. Due giovanni donne affascinanti, ma completamente diverse.
Una attiva in nobili impegni sociali e politici, con aria sempre indaffarata, disprezza chi non si spende per la comunità. Poco spazio per amare. La più piccola, amata dal protagonista, docile e pensierosa, lettrice che cercava rifugio fra le parole dell’artista che pareva sapere tutto. Se andiamo più a fondo la novella pare diventare un confronto fra due mentalità: quella della sorella dell’amata dall’artista, a cui sembra sfuggire la meraviglia della natura, dell’arte e di quei sentimenti profondi che legano donne e uomini sensibili e quella del protagonista. Benché lei sia animata da buone intenzioni, lui le fa notare che non sia sufficiente impegnarsi nel sociale per cambiare il mondo perché andrebbe totalmente riformata la società: a cominciare dal dare alle persone il tempo per godersi la natura e pensare alla propria anima, e così si può arrvare alla verità e alla pace. L’umanità è troppo impegnata a sudarsi il cibo, curvata sui problemi di tutti i giorni che levano la possibilità di pensare a ciò che attiene all’equilibrio psicfisico. E per lui l’ingiustizia si trova proprio fra le pieghe delle giornate diventate una faticosa routine.
Inoltre artista si rammarica del fatto che un suo amico, benché avesse le possibilità economiche e caratteriali per godersi il mondo, la dolcezze delle passioni e la natura, appariva invece indifferente a tutto ciò che non avesse uno scopo necessario: come mangiare, qualche discorso insulso, la società.
Il protagonista, artista tormentato, si nutriva di arte e natura, la sua sensibilità gli faceva comprendere il significato profondo e e recondito che si nasconde fra le pieghe delle piccole cose, ma non gli permetteva di assoporare con serenità un giardino profumato, un paesaggio appena accennato, o i sentimenti. Tutto ciò che vale davvero per l’artista.