Lettera a Cechov
05 Febbraio 2026
Caro Cechov,
L’umanità è sempre più disumana. Non è cambiata affatto. Anzi… La tua commovente speranza e sincero ottimismo che l’umanità avrebbe progredito a tal punto da trovare un felice equilibrio sono naufragate. Permettimi di dirti che era prevedibile. Può sorprendere che un genio come te possa peccare di ingenuità. Ma tutte le anime limpide e buone auspicano, con romanticismo, che arrivi il giorno in cui l’umanità diventi umana. Una persona altruista fa prevalere la passione alla ragione.
Mi dispiace deluderti dicendoti che com’è l’umanità di oggi. Una progressiva regressione culturale e umana ha accompagnato l’umanità nel corso degli anni. La bellezza è ignorata e ciò che di utile gli uomini hanno inventato spesso viene usato impropriamente. L’animo umano, come ben sai, è insondabile, lo hai scritto spesso nelle tue novelle e piece teatrali, come e più di prima. L’arte è oltraggiata, i profumi annebbiano l’olfatto, suoni chiassosi sono chiamati musica, l’appariscenza confusa con la bellezza, non è più apprezzata la mitezza e la riservatezza insita nel vero fascino. Non c’è più diversità ma non perché siamo tutti uguali e non ci siano piu soprusi o abusi. Siamo tutti uguali senza uguaglianza perché si ambisce al conformismo. Per natura nasciamo diversi ognuno con la propria personalità ma poi subentra la società che omologa. I problemi con i quali ci confrontiamo sono i medesimi, alcuni attenuati, altri persino amplificati perché senza quella ricerca del bello, della cultura e del buon gusto, che venivano esaltati in epoche antiche e mitigavano la rozzezza, i sensi vengono confusi… La volgarità, che prima veniva disprezzata, invece, oggi imperversa. Oggi pare che nobili qualità siano considerate difetti. Determinate peculiarità positive per galleggiare nell’attuale società diventano un peso.
Come la generosità, bontà e la verità. La comoda menzogna è legittimata perché si teme di veder crollare le proprie certezze. Ci si droga di routine per non far vacillare la menzogna che rassicura.
Tu che mi hai insegnato ad apprezzare la lettura e spinto alla scrittura e mi hai incoraggiata a valorizzare la mia propensione alla sintesi, tramite le tue novelle, e all’uso costante di dialoghi, grazie al teatro, oggi sono io a confidarti qualcosa. Ti ho scritto per dirti cosa è il mondo oggi. Per spiegarti la società moderno nella quale tu nutrivi fiducia vera. Nello sconforto di vedere l’umanità sull’orlo dell’abisso, confido nella lettura e quando ti leggo mi sento a mio agio.
Grazie Annetta