La ‘vecchia’ società moderna

13 Aprile 2020

Qualche giorno fa mi è capitato di avere tutto il necessario per una ricetta. Pur di non uscire avrei anche digiunato. Quindi cosa ho fatto? Ho usato l’immaginazione e ho cucinato un’ottima pasta?! Direte: che m’importa… Chiaramente il piccolo, magari banale, aneddoto mi è utile a spiegare il mio pensiero: si può fare a meno del superfluo… Lo facciamo tutti giorni, con o senza fatica, ma ci riusciamo.

L’unica cosa, secondo me, a cui facciamo difficoltà ad abituarci è la rinuncia all’essenziale: una carezza, un bacio, una chiacchierata spensierata guardandoci in faccia. Cose che davamo per acquisite, a cui molti non davano peso. Anzi si usavano i dispositivi tecnologici anche quando potevamo farne a meno. Gli eccessi della ‘vecchia società moderna’ andranno smussati, molti eliminati per far in modo di non trovarci mai più obbligati a rinunciare all’essenziale per colpa della smania del superfluo.

Il mondo era arrivato ad un punto di rottura, viaggiava a due velocità. Quella umana, dettata dalle esigenze della finanza, e quella della natura con i suoi ritmi lenti e delicati equilibri. La rincorsa al profitto facile e veloce a scapito della natura, dei popoli meno avanzati, delle specie che sottomettiamo crudelmente per appagare la golosità (es.troppa carne) ci ha portati dritti all’oggi.

Per dirla alla Hesse:

Dopotutto chi se ne frega del mangiare, del bere, dell’equitazione, della società, del buon nome, con un po’ di filosofia tutto diventa rinunciabile, ridicolo, inessenziale

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