Commedia Femminile: “Io e Te”(seconda parte)

01 Febbraio 2020

Etta sapeva che quando Ken si aggirava a quell’ora di mattina aveva fame. D’altronde lui non voleva pesare a casa, ma non riusciva a tenersi un impiego: alla prima ingiustizia, sopruso,abuso che subiva o vedeva subire, rispondeva a tono e si ribellava. E veniva licenziato.

Ken: “Ma ieri non hai fatto un provino? Come è andato?”

Etta le disse che tipo di provino era.

Ken: “ Scherzi, vero?”

Etta: “Non sarò più la tua ‘pura amica’”

Ken: “Macché, se avessi ottenuto la parte principale per un film importante avrei avuti i miei dubbi…qui non puoi lamentarti che non sapevi che ti toccava darla per lavorare! Insomma come è andata?”

Etta: “Nulla di particolare…”

Ken disse con la consapevolezza che lei non dicesse seriamente: “non ti hanno preso mi sa…”

Etta: “eh già…ma pagavano bene. Chiedevano di fare la seducente, ed io ero poco naturale…poco esperta e poco curriculum.”

Ken scoppiò a ridere: “ non ti ci immagino proprio…comunque posso darti una mano, mi chiedi sempre di sentirti la parte quando vai agli altri provini…quei pizzardoni teatrali. Qui posso aiutarti…”

Etta: “Che deficiente…te ne approfitti subito…”

Ken: “Su scherzo!” Le mise un braccio intorno.

Etta: “comunque non avrei accettato…”

Etta come al solito cominciò a divagare e pensò “con lui? Come sarebbe?” Lei cercava un sentimento trascinante, un uomo che l’amasse così come era, che sapesse valorizzarla, ascoltarla veramente, non guardandosi allo specchio come faceva Andrew, che la difendesse, proteggesse, corteggiasse, rispettasse e scopasse! Ken era un ragazzo, giovane uomo capace di provare affetto e sentimento, ma… “Impossibile.” pensò Etta. Era un tipo che navigava a naso nel mare indomabile di incertezze e bassezze giornaliere, come lei. Erano tecnicamente due sbandati come molte persone per bene, d’altronde.

Lui piaceva a tante, di fidanzate ne aveva avute di tutti i tipi, ma tutte prima o poi lo lasciavano. Erano gelose della sua amicizia con Etta.

Un giorno una di loro confessò proprio ad Etta: “non posso avere una relazione con un uomo che ha in mente un’altra donna…siete fatti l’una per l’altra. Te ne accorgerai Etta, anche se siete troppo simili per cavarvela.” Lei dispiaciuta disse un giorno a Ken: “Sei pazzo ad averla lasciata?”

Ken alzò le spalle: “mi ha lasciato lei…”

Etta: “non fare il furbo…hai fatto in modo che ti lasciasse! È carina, brillante..”

Ken: “Lo so appunto la amo…quasi.” La fissò con sfida. Lei capì l’allusione e replicò: “ Perché non cambi…”

Ken: “E te perché non cambi? Giochi a fare la saggia, la matura, parli che vuoi un rapporto solido, come se quel fighetto architetto avesse chissà quale dote…sempre a pensare al principe azzurro…l’uomo perfetto non c’è! Poi te che non sai nemmeno attraversare un incrocio e parli di maturità… Diamoci una chance, Etta!” Lui era certo che avrebbe funzionato. Lei meno, con lui si camminava sulle sabbie mobili.

In quel giorno di sole lui le confessò i suoi sentimenti. Lei non seppe cosa dire, era ancora catturata dal turbine della relazione con Andrew. Le parole dell’amico la toccarono, ma non seppe dire in che modo: era offesa o invece compiaciuta? Si alzò dal divano su cui erano soliti guardarsi un film a casa di lei e andò in cucina. Lui poco dopo uscì. Non si parlarono per giorni. Poi una mattina,lui allegro come al solito, le comprò la colazione e ritornò tutto come prima. Forse anche per lei era scattata subito la scintilla ma fu soffocata dalla fascinazione della fiaba che cercava e che inizialmente pensava di vivere con Andrew.

Etta ritornando velocemente con i pensieri a quel giorno, mentre Ken chiacchierava su qualche ragazza, disse d’impulso: “Perché no? Su Ken, andiamo…”

Ken la guardò interrogativamente: “A fare cosa?”

Etta: “A fare curriculum!” Lo disse con una naturalezza che spiazzò anche lei.

Ken sgranò i grandi occhi marroni chiari capendo in leggero ritardo a cosa si riferisse l’amica.

Etta: “Tanto ho tempo…”

Ken si alzò di scatto e disse : “Non mi hai dai nemmeno il tempo di prepararmi…ma non ti deluderò.”

… … …

Etta: “Buona la prima! Forse perché fatta in amicizia.”
Ken: “Quasi in amicizia…”

Etta: “Ne avevo bisogno…”

Ken: “Figurati io…io aspetto da circa..” e guardò ridendo l’orologio “circa una decina di anni…calcolando dal giorno in cui ti abbordata …”

Etta: “Ammetto che… ti avevo notato…”

Ken: “Me lo dici adesso?”

Etta: “Ma sai…eri un ragazzino…sei più piccolo.”

Ken: “Cosa? Sei allucinante…di quanto poi? Tre anni o poco più. Fra l’altro penso che l’uomo debba essere più giovane…altrimenti come fa a soddisfare una donna a lungo. Sono già troppo vecchio io!”

Etta rise: “Avevo appena vent’anni, a quell’età uno più piccolo mi sembrava un ragazzino…poi è arrivato Andrew.”
Ken: “Purtroppo…”

Etta: “Ammetto che te sei più bravo…”

Ken: “Su quello so il fatto mio…”

Ken ci aveva messo l’anima. Sembrava essersi preparato perfettamente per l’occasione, sapeva esattamente come toccarla, baciarla. Al contrario di Andrew. Lei non si era vergognata di chiedere nulla a Ken. Con Andrew sarebbe stato inutile, parole al vento. Pensava solo a lui in ogni ambito.

Ken: “Abbiamo tutto: amicizia, affetto e sesso…”

Etta: “E di ottima qualità!”

Ken: “Vedi!!!”

Etta: “Veramente non so…forse hai ragione te su di noi, ma abbiamo un’amicizia perfetta…”

Ken: “Facciamo così…io ti sono fedele come se fossimo fidanzati, se poi te o io incontriamo qualcuno che ci intriga…”

Etta: “Amici come prima.”

Ken: “Già.”

Etta: “Avrai fame?”

Ken: “ è l’ultima cosa a cui penso…” Si mise sopra di lei a baciarla, erano sul divano: “che profumo!”

Etta: “ è sapone alla lavanda…tutto naturale.”

Ken: “mi piace il sapone naturale…sai ho dato tutto quello potevo dare…anzi quasi. Altrimenti come faccio a sorprenderti…”
Etta cercò di alzarsi, Ken non la lasciava andare, ridacchiando disse: “Un’altra volta Ken.”

Ken: “Abbiamo ancora un po’ di tempo…”

Lei lo fissò indecisa, guardò l’orologio e si lasciò sorprendere…

… … …

Etta si preparò nuovamente per andare a lavoro, “io scappo…te rimani e mangia qualcosa.”

Ken: “solitamente non mi faccio offrire dalle donne.”

Etta alzò il sopracciglio, spesso veniva a mangiare da lei e Anne.

Ken: “Nel senso dopo che…”

Etta sorrise: “Siam,o comunque amici…hai fame quindi mangia. C’è la torta che faccio io, quella che ti piace tanto. Un po’ sgangherata, ma buona.”

Ken: “Ti faccio trovare la cena pronta!”

Etta annuì, sull’uscio della porta si fermò, guardò Ken di spalle, era a torso nudo, e disse: “mi avevi detto che non eri tutto muscoli e pisello…mi hai detto una bugia, almeno sul secondo!”

Ken si girò di scatto e ammiccando disse: “Sono un tipo umile!”

Etta scoppiò a ridere: “Comunque se mi hai dato tutto te medesimo significa che si chiude qui?” Disse provocandolo.

Ken: “Scherzi?! Debbo superarmi!”

 

 

 

 

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Io e Te

 

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